Squillo – Squillami tutto finchè puoi

Le strane avventure dello “squillo” dagli anni novanta ai giorni nostri

Il titolo “squillo” potrebbe ingannare, scettici e non, ma questo post (purtroppo!) tratta gli Amarcord dei vecchi telefoni cellulari. Detti anche volgarmente: telefonini. Sì! I TELEFONINI C***O!!! Altro che smartphone.

squillo

Quegli aggeggi per lo più quadrati, orrendi, con le suonerie polifoniche, i tasti! Alcuni avevano persino la possibilità di mandare immaginette pixellate… che bello! (lacrimuccia…)
Ma tutto il fascino era racchiuso nella parola stessa: “telefonino”! Si chiamava così proprio perché venivano usati per telefonare!!! O al massimo mandare messaggini, rigorosamente di 160 caratteri o partiva il secondo, costosissimo, messaggio. Ma erano belli proprio per questo, non avevano altro! Internet, fotocamera, app e cazz… e ti credo che la batteria durava 2 anni! Ma il segreto di così tanto successo era racchiuso nel NOSTALGICO SQUILLO!

squillo

Sì! Quel fottutissimo squillo che dovevi interpretare a tuo piacimento, insomma: un po’ a tuo rischio e pericolo! Ed in effetti era la miglior arma di cui si serviva una donna per farsi desiderare… Ad ogni squillo, nelle testoline testosteroniche dei maschietti, partiva un’interpretazione, più o meno semi-realistica. Avevamo una vera e propria tabella mentale sviluppata in stile codice morse:

1 squillo: mi pensa.
2 squilli: le piaccio.
3 squilli: si sta toccando pensando a me.
4 squilli: adesso è distesa sul letto. Eh… certo!

Non oso immaginare cosa accadeva al 69simo squillo! Però quant’era bello! La fantasia viaggiava a mille all’ora. Il polso si muoveva a duemila all’ora. Si passavano ore ed ore chiusi nel cesso a squillare! (Le ragazze si portavano anche il telefonino di riserva, che non si sa mai :p). Oggi tutto è diverso. Tutto più freddo.

“Oh che bello, uno squillo! Mi pensa!”

E nello stesso istante in cui sorpresa e felicità prendono forma, arriva il fatidico messaggio che ci riporta con i piedi per terra:

“Scusa, mi è partita la chiamata per sbaglio”.

squilloE il mondo vi crolla rovinosamente addosso! Ad oggi tutto è più diretto, più rapido, più facile. Tutti ormai, adulti, grandi e piccini, possono fare selfie ed inviarli a chiunque. La privacy è arrivata a toccare i più bassi livelli di sicurezza della storia. Ed altro che interpretazione degli squilli. Davanti ad una foto osè, c’è ben poco da interpretare. C’è solo da agire. O, in alcuni casi, l’agito vien meno proprio in virtù del fatto che vien meno tutto quel fantasticare sullo squillo, quell’attesa di una volta alimentata dalle dimostrazioni di affetto, che erano altri squilli. E più ci si “stuzzicava” e più cresceva quel desiderio, che è frutto dell’attesa… che è frutto dello squillo! E più cresceva l’avambraccio destro…

Ai tempi dello squillo:
Lui: *squillo*
Lei: <3

Oggi:

Lui: ciao squillo
Lei: ciao
Lui: ma quanto sei bella…
Lei: Sta inviando una foto…
*foto super sexy*
Lui: Sta inviando una foto…
*foto di un pene spropositato (non il suo!)
Lei: quando mi vieni a prendere? <3

Poveri buoi!!!
RIDATECI GLI SQUILLI!!!