La vera storia dell’8 marzo

La VERA storia dell’8 Marzo

Mie care mucchette adorate…
8 marzoEbbene si, oggi è la vostra festa! Come ogni anno, da ormai cento anni, ecco il vostro giorno tanto atteso. Il giorno della libertà tanto desiderata, conquistata, meritata e soprattutto… sputtanata!
No, dai, seriamente. State festeggiando? Cosa?! Chi è consapevole delle radici di questa festa, scagli la prima mimosa!
Con l’arrivo dell’8 Marzo, nell’aria iniziano ad echeggiare le più svariate storielle da bar: industrie in fiamme con annesse centinaia di vittime donne, movimenti socialisti per la rivendicazione dei diritti delle donne, suffragio universale, ottenimento del diritto all’aborto, possibilità di divorzio e allontanamento del figlio, perchè il marito (che soffre di vittimismo) si sente un pò cornuto; e ancora: ottenimento degli alimenti, topless al mare, i calendari di Ronaldo e Maurizio Costanzo, con tanto di piattino per sbavare… “E chi più ne ha, più ne metta” (Cit. Rocco Siffredi).
Insomma, tante dicerie si aggirano attorno al mito della festa della donna, tant’è vero che se si prova a chiedere ad una donna qualunque la motivazione ai festeggiamenti, risponderà che non ha alcun motivo di non festeggiare girando sola con le amiche per locali vari, soprattutto perchè ormai dopo il terzo cocktail non si ricorda neanche perchè sta festeggiando.
8 marzoStando ad importanti manufatti ed oralfatti ritrovati dalle vostre mucche al pascolo, si è giunti ad un ultima, definitiva versione delle origini della festa della donna.
Sostanzialmente, dopo millenni trascorsi rinchiusa nelle caverne a guardare i muri, mentre il marito se ne andava a gozzovigliare per i night, la donna ebbe una illuminazione! Un sindacalista le apparve in sonno e le spiegò dell’esistenza dei sostegni alle mamme, lo stato di maternità per il lavoro, gli alimenti dopo il divorzio e tanto altro ancora.
E da qual giorno la donna scopri la propria libertà. La donna scoprì: il sesso! Atto visto e svolto esclusivamente per procreare quelli che sarebbero divenuti poi la fonte della tanto amata emancipazione dall’uomo: i bambini! Per mezzo dei quali, col passare degli anni, la donna accederà a tutti i diritti possibili e immaginabili. Che poi comunque verrano aboliti tutti insieme nel 2016 con l’utero in affitto! E addio privilegi di classe. Chapeau!
Comunque, qualsiasi sia la “Leggenda”, siamo sicuri (o quasi) che culi e pettorali all’aria non facciano parte di essa.
Povere bue!

Chiudo questo “pezzo di storia”, invitandovi alla lettura di un bel libro di fantascenza “8 marzo. Una storia lunga un secolo”. Veramente un libro interessante, che offre una chiave di lettura più sobria e realistica alla festa della donna; nell’intento di restituire quella dignità e quell’importanza ad una ricorrenza che è ormai ridotta, come tutte le altre, al puro rito consumistico.

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