Il ponte delle spie – Corsa agli Oscar 2016

Dopo la recensione di ieri a “La grande scommessa“, oggi parliamo de “Il Ponte delle spie“, nuovo film di Steven Spielberg con Tom Hanks, candidato a ben sei premi oscar.

Il ponte delle spie – La recensione

il ponte delle spieLe nomination

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  • Miglior film
  • Miglior attore non protagonista: Mark Rylance
  • Migliore sceneggiatura originale: Matt Charman, Joel ed
  • Ethan Coen
  • Migliore scenografia: Adam Stockhausen
  • Migliore colonna sonora: Thomas Newman
  • Miglior sonoro: Andy Nelson, Gary Rydstrom e Drew Ku

 

James Donovan (Tom Hanks) è uno dei più apprezzati avvocati assicurativi di New York degli anni ’50. Grazie alla sua bravura e alla sua fede nella giustizia, viene scelto dal governo americano per difendere in tribunale Rudolf Abel (Mark Rylance): all’apparenza un bravo e anziano pittore, catturato dall’FBI perchè ritenuto una delle spie russe più importanti. Mentre la proposta di assistenza da parte del governo viene presentata come una prova della giustizia egalitaria americana, quando  James decide di aiutare realmente, come un cliente “normale”, la sospetta spia russa, inizia a provare sulla sua pelle la disapprovazione sociale. Disapprovazione che arriva anche dagli organi legislativi: a conferma di una mera facciata di tutta la situazione, Rudolf è considerato colpevole a priori, che le prove siano convincenti o meno. Tutto è stato già deciso. Soltanto attraverso le sue capacità oratorie, James riesce ad evitare la pena di morte alla spia, rendendolo preziosa merce di scambio nell’eventualità della cattura di una spia americana. Ed è proprio grazie a questa vittoria che Donavan si ritrova nel bel mezzo di Berlino in piena guerra fredda. Una Berlino divisa da un muro in costruzione e da un clima di guerra sempre più pressante. Si ritrova a fare da spola tra Berlino Est e Berlino Ovest, luoghi in cui negozia lo scambio di Rudolf Abel con due prigionieri americani. Ed è solo grazie alla sua tenacia e alla sua voglia di giustizia che riuscirà a calcare il Ponte delle Spie dove si effettuerà lo scambio.

il ponte delle spie - Tom Hanks
Tom Hanks che interpreta James B. Donovan

Quarta collaborazione per Tom Hanks e Steven Spielberg, dopo i successi Salvate il soldato Rayan, The Terminal e Prova a prendermi. Inutile negare che i due confermano sempre le aspettative. Tom Hanks si ritrova a recitare una parte che gli sta bene addosso (mi ha ricordato molto il Miglio Verde come interpretazione), ovvero la parte dell’uomo che crede nelle sue idee di giustizia ma che si ritrova a vivere situazioni di realtà che rendono questa convinsione sempre più vana. Steven Spielberg invece mostra sempre la sua caratteristica perfezione, in un ennesimo film che ha come sfondo le difficoltà della guerra. In questa tipologia di pellicola spielbergiana ho sempre trovato un fondo di dolcezza nelle riprese che crea una atmosfera delicata anche con un tema molto forte.

Ottima interpretazione anche quella di Mark Rylance (giustamente candidato all’Oscar) che nel film interpreta il soggetto “più a rischio” ma che mantiene la calma in un modo quasi esasperante, mostrando solo educazione, fiducia e una punta di rassegnazione che pare rendere tutto questo, stranamente, più affrontabile.

il ponte delle spie - Mark Rylance
Mark Rylance che interpreta Rudolf Abel

Il film, tratto da una storia vera, pare divisa in due parti quasi distinte. Nella prima, troviamo il processo americano. Qui le riprese sono molto ferme, con cambi di scena molto netti e, in alcune parti, con degli interlinea che spezzano l’attenzione. Nella seconda parte, ambientata in Germania, le scene diventano più cupe e fredde, ricalcando il colore grigio della Berlino divisa.

La trama de il Ponte delle spie scorre in modo molto fluido, piccola pecca è la mancanza di un mordente emotivo a cui aggrapparsi. Sotto certi punti di vista si vive il film “realista” che sprona a sottolinearne i benefici apparenti di un’America in piena guerra fredda, dall’altra il film mostra la solita propaganda Americana con gli “orrori del comunismo”. Ma anche tralasciando questo aspetto si fa difficoltà ad immedesimarsi nei personaggi e si finisce a vedere un semplice film che dopo due ore di visione lascia pochi spunti riflessivi, quando invece potevano essercene tanti.

il ponte delle spie - muro di Berlino
La costruzione del muro di Berlino – Il ponte delle spie

La scenografia, candidata all’Oscar, è sicuramente un punto forte. La ricostruzione della Germania, con il muro di Berlino che divide una città letteralmente in due, della differenza visiva tra le due parti della città, sono tutti elementi realizzati con grande cura. Forse uno degli elementi più efficaci del film.

Detto questo, il Ponte delle spie è sicuramente un film che può portare facilmente via due ore di noia, con elementi tutto sommato ben equilibrati. Onestamente da un film di Spielberg con Tom Hanks avrei atteso qualcosa di più forte, quindi forse l’aspettativa mi ha giocato un brutto scherzo!

DATA USCITA: GENERE: Drammatico , Thriller , Biografico ,Storico
ANNO: 2015
REGIA: Steven Spielberg
ATTORI: Tom Hanks, Mark Rylance, Alan Alda, Amy Ryan, Billy Magnussen, Eve Hewson, Domenick Lombardozzi, Dakin Matthews, Austin Stowell, Sebastian Koch,Michael Gaston, Peter McRobbie, Doris McCarthy, Jon Donahue, Stephen Kunken
SCENEGGIATURA: Matt Charman
FOTOGRAFIA: Janusz Kaminski
MONTAGGIO: Michael Kahn
MUSICHE: Tomas Newman
PRODUZIONE: DreamWorks SKG, Marc Platt Productions, Participant Media, Studio Babelsberg
DISTRIBUZIONE: 20h Century Fox
PAESE: USA
DURATA: 141 Min

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Sito ufficiale: bridgeofspies

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PANORAMICA RECENSIONE
Trama
Interpretazione
Regia
Montaggio
Colonne Sonore
Scenografia
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Mucca-Man
Eroe del tutto e del niente, con una passione insensata per le cazzate e per tutto ciò che è inutile. Scrive a tempo perso e purtroppo il tempo lo perde sempre. Ha conseguito un master in "scelta del vino da discount" e in "frittura di patate".